• Settimo ed ottavo giorno – ma quanto è bello Alberobello

    Ore 8 della mattina, ci stiracchiamo, caffettino e fette biscottate, fuori piove e mamma come piove, quasi quasi, o senza il quasi, ci ributtiamo sotto il piumone,. Si sta proprio bene. Ci svegliamo a mezzogiorno, sbirciamo di nuovo , ma l’acqua continua a scendere a fiumi. Non ci muoviamo, partitina a carte minestrina, un film, e la giornata scorre velocemente, il giorno seguente il meteo miglior , non di tanto, ma comunque ci permette di ripartire verso Alberobello, prima però abbiamo l’esigenza di lavare un po’ di vestiti, individuata una lavanderia a gettoni, partiamo con il carico di vestiti sporchi. Un ‘oretta di attesa, tra lavatrice e asciugatrice che condividiamo con un signore molto simpatico, con cui parliamo di educazione e di antichi usi della zona.

    Tutti i vestiti profumati e possiamo dirigerci verso Alberobello, a cui Ciccio ha cambiato il nome in Portobello. Camminare fra i trulli, è un po’ fiabesco , ti aspetti che da un momento al’altro esca fuori un Puffo, anzi dato che sono ancora addobbati per Natale un elfo di Babbo Natale.

    Un paio di ore tra le favole e optiamo per andare a Ostuni abbiamo trovato una camera con vasca idromassaggio ad un prezzo stracciato, meglio verificare. Il problema però è il parcheggio, troppo stretto e pericoloso per il nostro furgoncino. Niente paura , prendiamo in mano il nostro telefono e con la magica app individuiamo un posto magico con un tramonto incredibile. Anche stanotte sarà una dolce notte. Buona notte sognatori, buona notte amici.

    Per dovere di cronaca l’app in questione si chiama Park4night .

  • Quinto e sesto giorno – Meraviglioso come diceva il grande Modugno

    Dopo una nottata tra uno starnuto ed un colpo di tosse, e fuori piove. Un cappuccino caldo, ma non proprio buonissimo, l’unica soluzione è ripartire alla volta di Vieste, alla ricerca di qualcosa di buono da mangiare. Convinti di entrare in Pescheria, capitiamo in uno strano posto un po’ magico, un signore gentile in camice bianco ci chiede se abbiamo tempo di guardare tutta l’animazione. Non capiamo ancora ma diciamo di si incantanti da questa miniatura di una Vieste anni 50. Si accendono le luci, e uno alla volta cominciano a muoversi tutti i piccoli personaggi, cambiano le scene e le musiche, entriamo senza neanche accorgerci in quel mondo e ne capiamo il fascino..

    Vieste è riuscita a sorprenderci ancora, la strada verso Mattinata è un viaggio tra i pini marittimi scorci di mare e scogli, il Pizzomunno, Baia delle Zagare , i trabucchi e le torri, piccoli capolavori. un altro capolavoro poi, è la focaccia pugliese scovata in un piccolo forno nascosto,. Morbida, unta e insaporita con l’olio buono, che dire wow. Continuiamo la nostra strada il Ciccio in forma, ha voglia di guidare , e quindi dritto come un fuso arriva fino a Polignano a mare il paese che ha dato i natali a Domenico Modugno. Ci accoglie il piccolo porto di San Vito, con le sue barche di pescatori, meraviglia siamo quasi tentati a concederci un pranzetto in un ristorante che ci hanno consigliato, peccato che sia chiuso e allora optiamo per una spaghettata veloce con pomodoro fresco e mozzarella di bufala, sul nostro furgone beatamente parcheggiato vista mare e vista Polignano.

    Ci si sveglia presto, il nostro obbiettivo questa mattina è una colazione un po’ particolare, la colazione barese. Abbiamo individuato una pescheria, localino che sembra fare al caso nostro, da Pasqualino. Non è una pescheria ma un sogno, e le mani sapienti di Pasqualino preparano delle vaschette di pesce crudo da acquolina in bocca. Il Ciccio è in paradiso e ordina ostriche tigrate, gamberi rossi, cozze. Ci portano un piatto da far invidia ad un ristorante

    Mai mangiato niente di più fresco e saporito. Unica paura il conto, ma passa subito il prezzo è quello di due pizze, e allora esageriamo ci sono le canocchie vive e delle seppioline piccole piccole bianche bianche.

    Siamo in paradiso. Avremmo mangiato tutta l’esplosione tanti complimenti ed andiamo a vedere Polignano.

    Ci appare la statua di Modugno che e’ nato qui e capiamo come sia stato facile scrivere meraviglioso e volare, qui l’ispirazione non manca.

    Quattro passi , un esilarante partita a Shangai gigante, complici dei ragazzi che propongono giochi di strada.

    E la giornata volge al termine, il vento soffia e domani abbiamo in previsione di visitare un altro gioiello della Puglia Alberobello, che il Ciccio chiama Portobello.

    Ci sarebbero da vedere anche le grotte di Castellana, ma per noi sono fuori budget, ma troviamo un indicazione per la grotta dei trulli a Putignano più piccola e diciamo low cost, ed in più ha anche un parcheggio dove si può dormire.

    Mai 14 euro meglio investiti. Abbiamo anche la guida, un giovane ragazzo molto appassionato che ci spiega tutto nei minimi dettagli, la grotta e’ piccola ma bellissima, stalattiti e stalagmiti sono ovunque e hanno mille sfumature di colori.

    Insieme a noi una coppia di ragazzi pugliesi, con i quali condividiamo la visita che concludiamo con una tazza di prosecco ( i calici in furgone scarseggiano ) .

    Un abbraccio un saluto e domani è un altro giorno. Oggi sarà difficile da dimenticare

  • Terzo e quarto giorno – percorrendo l’adriatica

    L’alba che ci riserva questa location per la nostra colazione è qualcosa di indimenticabile, la giornata però non parte nel migliore dei modi. i sintomi dell’influenza si fanno sentire, troviamo un mercato e facciamo un po’ di spesa, il Ciccio si mangia un bel panino con la porchetta, che era più della porchetta con un pò di pane. C’è un po’ di nervosismo e complici alcune battute infelici, ne nasce una bela discussione, si litiga anche nelle migliori famiglie . Una minaccia di tornare a casa, una lacrima per scoppiare poi in una gran risata, e sempre seguendo la nostra efficientissima app ci ritroviamo in un piccolo porticciolo a Istaminka a Lesina. Un sogno le barche dei pescatori alle spalle, una mozzarela e un caciocavallo appena comprati ,una pineta e una piccola spiaggia. Un tramonto, un saluto ai signori tedeschi dell’altro camper, e ci addormentiamo cullati dal suono delle onde.

    Buon giorno mare , buon giorno mal di testa e mal di gola. Mi sveglio che sembro un cadavere con una spada conficcata in gola, non volevo essere cruenta, ma non ero proprio bella da vedere. Un te caldo con il miele, un antiinfiammatorio e sciarpa mi faccio forza e mi metto tranquilla lato passeggero, e mi godo le curve della strada litoranea che porta a Peschici. Quanti ricordi abbiamo entrambi quante volte siamo stati qui per le vacanze estive, non insieme, e non d’inverno però. La strada con poche macchine, sembra più corta e scorrevole, e il panorama ancora più bello. Arriviamo a Peschici, con il suo fascino greco che ricordavamo, addobbata a festa per Natale, è un po’ come se la vedessimo per la prima volta.

    Tanta bellezza fa girare la testa, anzi no ho proprio un gran mal di testa. Torniamo in furgone alla ricerca di un posto ancora migliore dei precedenti, niente app questa volta ci affidiamo alla memoria, secondo centro , un parcheggio meraviglioso di fronte al trabucco Scialmarino. Chiediamo se possiamo fermarci per la notte al proprietario del ristorante, che ci accoglie con grande gentilezza dicendoci che possiamo stare nel suo parcheggio privato. Una breve passeggiata, tra gli scogli e i profumi delle erbe selvatiche, una breve ma simpaticissima conoscenza con un gruppo di ragazzi di Vieste, un po’ come se fossero i nostri figli.

    Comincia a piovere, sono solo le cinque, il buio è calato, e io mi sento uno straccio. Sotto il piumone abbracciati, una spruzzata di timo così si respira meglio , un film e vediamo domani cosa succede.

  • Inizia  un nuovo anno inizia un nuovo viaggio – i primi due giorni.

    Il 31 dicembre di quest’anno siamo andati a letto presto, non ci siamo neanche accorti di essere scivolati nel 2026. Lo sapete che in tedesco si dice ein guten Rutsch ( buona scivolata nel nuovo anno)

    Curiosità linguistiche a parte, ci siamo svegliati presto, abbiamo caricato le ultime cose sul furgone e siamo partiti. Colazione con panino per il Ciccio e ciambella per me. Direzione sud, con il navigatore che deve assolutamente evitare le autostrade.

    Ma quanto sono belle e libere le strade il primo gennaio , chiaro hanno tutti fatto festa e adesso sono a cado sotto le copertine. Noi due invece impavidi a 80 allora di media ce la canticchiamo. un paio di ore di strada abbiamo quasi superato i lidi ferraresi e se va avanti cosi in un altro paio di ore siamo ad Ancona.

    Non era previsto però il cartello tentatore , frittura della casa e piadina. Pit Stop d’obbligo. Con 10 euro una bella frittura calda e croccante e si ragiona meglio.

    Si riparte, un centinaio di rotonde e semafori e arriviamo in un piccolo parcheggio gratuito che a nostra app per camperisti squattrinati ci ha segnalato. Siamo vicini al mare, il posto è tranquillo, non fa neanche troppo freddo, unico neo la ferrovia che ci passa proprio dietro. Una costante che però sull’Adriatica è difficile da evitare.

    Notte relativamente tranquilla, forse di notte passano meno treni. Si riparte sempre verso Sud, e sulla nostra strada leggiamo il cartello Loreto, e subito sopra di noi la basilica. Ci sono passata decine di volte da bambina per andare in vacanza, e mi sarebbe piaciuto visitarla, il Ciccio mi accontenta . ” Dai andemo a vedere sta cesa” . Ottima scelta, è veramente tutto molto affascinante, il cortile, il madonnaro che crea un opera d’arte, belle quasi quanto gli affreschi della cappella. Un po’ di posto dell’arte in questa giornata.

    Navigatore e app alla mano facciamo un centinaio di chilometri alla ricerca di un posticino tranquillo. Centrato, in solitaria fronte mare spiaggia libera, siamo a Roseto degli Abruzzi. Una passeggiata l’immancabile scritta Pikaciccio sulla sabbia.

    La mattina dopo, un po’ acciaccati, che ci stia prendendo l’influenza ?

  • Avete capito dove andiamo ? Bene… ma abbiamo cambiato idea

    Manca veramente poco, 22/23 giorni il giorno della partenza si avvicina. La meta l’abbiamo stabilita già a marzo, il biglietto della nave lo abbiamo comprato a luglio, le vaccinazioni fatte, le richieste dei visti pure. Il Ciccio ha fatto anche la patente internazionale , e l’altra sera sono arrivate anche le piastre di trazioni in caso di insabbiamenti vari

    Insomma siamo praticamente pronti ! Ci siamo fatti anche le magliette.

    La destinazione finale Guinea Bissau, passando attraverso Marocco, Mauritania e Senegal .

    Qualcuno lo aveva indovinato ? Bravissimi , ecco e noi abbiamo cambiato idea.

    Tranquilli , non è successo niente, nessun inconveniente ,

    Ci siamo solo guardati negli occhi , e abbiamo capito che vogliamo fare qualcos’altro. Annullato il biglietto ( per fortuna c’è lo rimborsano ) , e buttato giù un nuovo itinerario …

    Ma dove andiamo allora ? Vi diamo un nuovo indizio: il nostro furgone arriverà a toccare un altro continente.

    Buona fortuna e vediamo il primo che indovina

  • Manca un mese…e si parte ! Per dove ?

    Manca un mese e finalmente si parte. Comincia il conto alla rovescia e cominciamo a raccontarvi la nostra nuova avventura.

    Indecisa sé dirvi la destinazione finale adesso o alla fine. Intanto vi racconto che dopo un consulto all’ufficio vaccinazioni viaggiatori internazionali , ( ottimo servizio devo dire ) e dopo numerose lamentele del Ciccio, che le punture non le ama proprio., ci siamo fatti in ordine sparso e un po’ Fantozziano , febbre gialla , tetano, rabbia epatite a e vari richiami….

    Un po’ bucherellati , ma questa è fatta.

    In questi giorni stiamo anche preparando vari documenti , e dopo vari uffici anche la patente internazionale e’ fatta .

    Certo perché ci andiamo con il furgone.

    Non è l’unico documento da fare , da domani cominciamo le pratiche per i visti … online per fortuna .

    Oggi intanto abbiamo pensato di ordinare finalmente le piastre, i pannelli di trazione per auto, insomma quelle cose che dovrebbero servire per tirarci fuori da fango o sabbia.

    Tanto noi non ci insabbiamo mai vero Ciccio.

    Ma allora quale sarà la nostra destinazione ?

    Siete curiosi di seguire il nostro prossimo viaggio ? Che dite vi raccontiamo anche come due matti come noi si stanno preparando a questa nuova avventura ?

    Destinazione Guinea Bissau

    Mezzo di trasporto / il nostro amato Volkwagen t4 California del 1991

  • Impariamo a fare le tagliatelle – let’s learn to make tagliatelle

    Ormai siamo a fine stagione, e di cooking class ne abbiamo fatte centinaia, con persone da tutto il mondo, con un notevole successo. Ne sono la prova le foto che riceviamo quasi quotidianamente dai nostri allievi nelle disparate parti del mondo.

    Le nostre lezioni sono molto semplici, a prova di bambino, proprio come le ho imparate io da bambina,dalla meravigliosa nonna Luciana, fantastica cuoca nata e cresciuta a Carpi dove da sempre la pasta fresca fa parte della vita.

    Cosa ci serve ? un piano di lavoro, un mattarello , un coltello, una forchetta, una ciotola e della pellicola.

    Ingredienti per 4 persona :

    400 gr di farina ( semola di grano duro, farina 0 – o se volete anche un mix di entrambe )

    4 uova medie ( possibilmente bio)

    Sale

    Buttatele in acqua bollente e salata cuocetele per 3 minuti.

    Conditele poi con il sugo che più piace. Sono buonissime anche solo con burro e parmigiano.

    Provateci e per qualsiasi domanda, noi siamo qua

  • Ma voi ? Siete mai andati a raccogliere le legna

    Siamo appena tornati da una passeggiata tra le colline di Marzana, bisogna muoversi un po’ e quattro passi dopo pranzo sono perfetti.

    Scarpe da ginnastica , tuta bella comoda , cellulare in tasca per contare i passi e naturalmente una borsa di tela. Sia mai che troviamo qualcosa. Non so se lo sapete, ma una cosa che ci accomuna è il recupero delle cose, noi vediamo sempre qualcosa negli oggetti che buttano via o non sfruttano. ci piace definirci riciclatori seriali.

    La mia missione di oggi è raccogliere la legna, anzi i legnetti, per la stufa. Io mi diverto con poco d’altronde. Finché mi arrampico in mezzo agli alberi, per scovare piccoli pezzi di albero, mi tornano in mente ricordi di me ragazzina scout , o di me insieme ai miei bambini , quando la domenica pomeriggio andavamo in gita nei boschi , raccoglievamo tanti pezzettini di legna e la sera per premio accendevamo il camino.

    Il Ciccio invece che è nato e cresciuto qui, si ricorda ogni angolo nel quale ha giocato da bambino, e si ricorda che questo posto da bambino lo chiamavano il cimitero.

    Niente di macabro , solo il cimitero degli oggetti , che non servivano più . Neanche il tempo di finire una frase e recupera una vecchia pentola in alluminio e uno strano oggetto in ferro .

    Abbiamo provato anche a chiedere all’intelligenza artificiale, ma non abbiamo ancora capito di cosa si tratta. Voi lo sapete ?

    Un bel pomeriggio oggi , basta poco per essere felici .

  • Storie da raccontare… un tiramisù sotto le bombe.

    Il blocco dello scrittore, ne avevamo sentito parlare centinaia di volte, e tutte le volte ci scherzavamo sopra. Esiste, amici esiste. L’anno scorso siamo riusciti a scrivere il nostro libro, libretto. Un grande sforzo per noi, ci sembravamo di aver fatto tutto noi. Scritto, corretto e ricorretto dalla nostra Sofia, in tre mesi pronto e pubblicato. Tanti progetti tante cose da fare ma dopo il libro, il nulla o quasi. Abbiamo iniziato il secondo poche confuse pagine, blog fermo, i social che vanno avanti con i tag degli altri. Abbiamo il blocco dello scrittore. Non ridete adesso però. I problemi esistono per essere risolti. Ricerche su Internet sull’argomento e ‘unico sistema che ci sembra valido è scrivere almeno una pagina al giorno, un po’ come fare i compiti a casa. In questo anno di storie ne abbiamo vissute tante e quindi facciamo i compiti sul blog e cominciamo a raccontarvele. Siete pronti a correggerle ?

    Un messaggio su Whatsapp da un numero estero, anzi per la precisione israeliano, una foto di un tiramisù, un saluto e un cuoricino. Un sospiro felice e commosso, ed ecco questa piccola ma bellissima storia.

    L’anno scorso a novembre, siamo pronti ad accogliere tre ospiti per una cooking class sulla pasta e sul tiramisù. Le uniche informazioni che di solito abbiamo, sono la nazionalità, se sono adulti o bambini, e le tanto temute intolleranze alimentari. ( ogni volta ne scopriamo una nuova ).

    Suonano, apriamo e davanti una bella famiglia, mamma e papà e un ragazzino di 14 anni, sorrisi presentazioni e siamo pronti ad iniziare il nostro corso.

    Arrivano da Israele, sono qui per accompagnare Eitan nel suo viaggio celebrativo del Bat Mitzvah, un viaggio dove il giovane adulto ha la possibilità di scegliere attività che più gli piacciono, per capire cosa farà da grande.

    Lui ama cucinare e i motori quindi dopo la visita al museo della Ferrari, è arrivato a casa nostra per imparare a fare la pasta e il tiramisù.

    La sua passione è grande, lo si vede da come affronta ogni passaggio e lo si legge nei suoi occhi attenti. Felice di aver fatto le tagliatelle con le sue mani. ” Handmade ” Mi dice che appena torna casa, vuole insegnare quello che ha imparato oggi alla sua sorellina.

    Pranziamo insieme , scherziamo e parliamo delle nostre vite, come se fossimo dei vecchi amici.

    Ci si saluta e ci si abbraccio con la promessa, che al ritorno a casa mi avrebbe mandato la foto delle sue tagliatelle e dei suoi tortellini.

    Le foto dopo qualche settimana sono arrivate davvero, lui insieme alla sorellina tutti impegnati nella preparazione dei tortellini. Sono sempre grandi soddisfazioni, vedere che siamo riusciti a portare qualcosa di noi al mondo.

    Convinti che fosse tutto qui, abbiamo chiuso questa bella emozione nel cassetto dei ricordi.

    Quest’anno però questa maledetta infinita guerra , tra Israele e Palestina che domina le cronache , che non finisce mai, che coinvolge centinaia di migliaia di bambini e ragazzini pieni di sogni e di speranze, ci ha fatto pensare a lui.

    Ci chiedevamo se stesse bene, se fosse fuggito in un altro paese, abbiamo anche pensato di scrivergli, ma avevamo paura di non ricevere una risposta. Proprio in quei giorni, è arrivata la foto, che vedete in copertina..

    Otto bicchieri di tiramisù, fatti da lui, un sospiro di sollievo, il cuore si apre, e prendiamo il coraggio di chiedere come va ? La risposta, avanti indietro dai rifugi ma va bene. Un cuore e gli diciamo che è stato l’allievo più bravo delle nostre cooking class.

    Una piccola storia, un momento, un dolce , un ricordo indelebile per entrambi, abbiamo un mondo piccolo e meraviglioso.

    Basta a questa inutile e terribile guerra, basta cancellare i sogni dei bambini, di qualunque razza o nazione siano.

    Buona vita e non smettete di sognare.

  • Ragazzi abbiamo scritto un libro

    Ma ci pensate, noi che nel 2017 abbiamo aperto timidamente il nostro blog, abbiamo imparato articolo dopo articolo a raccontarvi le nostre ricette, di cucina, di viaggio e anche un po’ di vita. Noi ci siamo conosciuti nel 2013 ma voi avete iniziato a conoscerci solo 4 anni dopo.

    Il Ciccio ha sempre voluto un libro nostro, ma sembrava un’impresa impossibile, un megalomane , troppi costi, tutto troppo complicato, è impossibile che qualcuno ce lo pubblichi.

    Sono passati gli anni, e ne abbiamo combinate tante, e abbiamo continuato a raccontarle sul nostro blog e sulle nostre pagine social.

    Ad inizio estate l’illuminazione, o più che l’illuminazione, la scoperta che si può auto pubblicare un libro senza spendere un patrimonio, anzi praticamente niente se non il nostro lavoro, ma il lavoro come sapete non ci spaventa.

    Nell’ultimo anno poi, è entrata a far parte della nostra famiglia Sofia, che guarda il caso e’ una grande lettrice, nonché prossima laureanda in lingue per l’editoria . Un po’ per scherzo un po’ sul serio, ci siamo messi a lavorare su questo piccolo libro.

    Piccoli raptus di creatività e ricordi che affioravano nitidi, un po’ romantici un po’ comici, scritti in mutande sigaretta in bocca la mattina presto, o insieme al Ciccio di notte dopo un turno di 14 ore in osteria con ancora addosso il profumo del nostro famoso stracotto d’asino.

    Quasi in contemporanea la nostra cara Sofia correggeva sistemava e creava le illustrazioni, fantastica lei che ha saputo interpretare questa nostra idea.

    Bando alle ciance , a noi piace e se avete voglia di leggerlo e’ disponile su Amazon sia in versione cartacea che Kindle

    https://amzn.eu/d/5qTJ78j

    Ragazzi ci teniamo tanto alla vostra opinione , perché senza di voi è senza il blog non ci saremmo mai riusciti

  • Tutto tranne quello che appare, amicizia e mare

    Basta poco per essere felici, basta poco per trovare quella piccola oasi di tranquillità e pace di cui il nostro corpo ha bisogno.

    Non servono migliaia di euro, mesi di organizzazione, migliaia di km. Lo abbiamo capito negli ultimi anni: il paradiso a volte lo possiamo trovare proprio vicino vicino, in luoghi che mai avremmo pensato.

    Come scriverebbe il caro compianto Paolo Villaggio nomi di COCOMARO DI FUOCOMORTO o CASALBORSETTI sicuramente non ispirano di certo luoghi esotici, o vacanze da vip, ma piuttosto le gite da circolo anziani, o peggio quelle di Filini.

    Ma chissenefrega, forse davvero stiamo diventando vecchi, non vi spaventate però, non e’ così terribile come sembra. Anzi ricordatevi: tutto e’ tranne quello che appare.

    A sole due ore da Verona, senza neanche prendere l’autostrada , la transpolesana fa un ottimo lavoro, si arriva ai Lidi di Comacchio, si supera di poco Casalborsetti e si prosegue fino in fondo alla pineta.

    Camping Romea, campeggio semplice , ma non manca proprio niente: minimarket, bar, pizzeria , servizi pulitissimi, ombra e accesso al mare.

    Qui ci siamo già stati due o tre volte , sempre con dei bellissimi ricordi come i primi raduni con i Volkswagen che mamma mia: a riguardare le foto ci sentiamo davvero un po’ vecchietti.

    Questa volta invece siamo venuti a trovare il nostro amico Gabriele, cliente affezionato e storico dell’osteria che è qua a godersi una settimana di vacanza in totale relax.

    Abbiamo un posticino proprio vicino al suo bungalow, saluti e baci, camminata sulla spiaggia, Athos che corre sulla spiaggia. Al rientro scopriamo una bella novità: la vasca con tanto di grande phon per lavare i cani . Funziona meglio delle docce per gli umani .

    Ciccio e Gabri preparano uno spaghettino con le cozze fresche fresche della zona, finché la Pika si legge un bel libro.

    Seconda fantastica novità: non ci sono più gli stormi di zanzare. Ci eravamo muniti di tutte le armi possibili, viste le ultime esperienze , ma niente, neanche una mini puntura.Complimenti alla campagna di disinfestazione. Dopo cena bisogna smaltire, e quindi altra passeggiata e andiamo a vedere un localino proprio bello sulla spiaggia.

    Se non sapessimo di aver fatto solo un paio di ore di strada, sembrerebbe quasi di stare dall’ altro capo del mondo.

    Il giorno dopo passa tra una passeggiata, un bagnetto e yoga sulla spiaggia per la Pika, relax totale per il Ciccio e Gabri. La giornata passa lenta e tranquilla , assaporando ogni istante di questa magica pace.

    Peccato dover rientrare, che bene che si sta qui!

    Quanto ci piacciono questi luoghi fuori moda e fuori tempo.

    Alla prossima amici.

  • Con le Cesarine il mondo entra a casa nostra !

    Sono ormai tre anni che siamo entrati nel mondo delle Cesarine, attirati durante il lock down da un programma televisivo su Food network.

    Ma cosa sono le Cesarine ?

    Cesarine è la più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia, che aprono le porte della propria casa a viaggiatori provenienti da tutto il mondo, offrendo loro esperienze immerse in location suggestive. Dal 2019, Cesarine è comunità diffusa Slow Food per la salvaguardia della cucina tradizionale italiana. ( descrizione presa dal sito cesarine.com )

    Turisti da tutto il mondo prenotano via Internet la loro esperienza nella nostra casa.

    Quando arriva la prenotazione, noi riceviamo una mail e un messaggio con le istruzioni: giorno , orario, tipo di esperienza, durata , numero di persone, luogo di provenienza, eventuali richieste particolari, allergie , cibi non graditi e ultimo ma non ultimo, il compenso.

    Questo week end abbiamo avuto ben 4 prenotazioni, e’ stato impegnativo ma decisamente molto bello.

    Primo appuntamento venerdi alle 17.00 , corso di pasta e tiramisù, durata tre ore, americani. Ore 16.30 tutto pronto, casa in ordine, grembiuli, mattarelli, uova e farina: tutto posizionato. Ore 17.00 accendiamo la musica, una bottiglia di prosecco in fresca e due stuzzichini. Passano i minuti , cominciamo a guardare fuori dalla porta, magari non ci trovano, altri 10 minuti, nessuno in vista, accendiamo una sigaretta , e mandiamo un messaggio whatsapp agli ospiti per capire se hanno bisogno di aiuto per arrivare, nessuna risposta.

    Ormai e’ passata quasi un’ ora, nessuno in vista, il prosecco torna in frigo e comunichiamo l’accaduto alla direzione, che ci conferma che verremo pagati lo stesso, e per fortuna.

    Sabato sera alle 19.00 una coppia di svizzeri per Cooking demo e cena.

    Tutto pronto, lui e lei sulla sessantina, puntualissimi: che svizzeri sarebbero altrimenti . L’esperienza l’ha prenotata lei per il compleanno di lui, lui ama cucinare, lei no. Sono un po’ timidi , ma quando inizia la dimostrazione, intuiamo che lui vorrebbe proprio mettere le mani in pasta, e allora grembiule ufficiale e prepariamo insieme le tagliatelle, ma già che ci siamo , gli insegniamo anche come preparare l’impasto della pizza che ci servirà per l’esperienza pizza del giorno dopo.

    La mattina dopo infatti arrivano mamma e figlio messicani, lui abita in Australia e lei in Messico, e stanno trascorrendo due settimane insieme girovagando per l’Italia. La mamma e’ un portento con gli impasti , chissà quante tortillas ha preparato già nella vita. La pizza e’ un successo, il tiramisù un trionfo, e loro sono proprio uno spettacolo.

    Non riusciamo a trovare un taxi che li riporti in Hotel , poco importa , saliamo tutti sul bus e cogliamo l’occasione per raccontare lungo la strada un po’ la storia della nostra zona. Risultato: una bella recensione a 5 stelle e la felicità di aver conosciuto una bellissima famiglia tanto vicina a noi nonostante la distanza.

    La giornata non e’ ancora finita, alle 17.00 altri 2 americani. Verranno questa volta? Mancano ancora 15 minuti, quasi tutto pronto , manca solo qualche dettaglio e suona il campanello. Eccoli: una bellissima coppia di ragazzi buoni e super sorridenti, in procinto di andare a vivere insieme, non abbiamo capito bene se a Los Angeles, a Boston o a New York , ma poco importa, noi speriamo semplicemente che riescano a portare a casa quello che abbiamo imparato insieme sulla pasta e che riescano a riprodurlo.

    In ordine abbiamo fatto: tagliatelle, tortellini , garganelli e per non farci mancare niente anche le farfalle.

    Due ore con le mani in pasta a giocare con la farina per poi degustare il tutto con un buon bicchiere di vino.

    Sono ormai 3 anni che siamo entrati nel mondo delle Cesarine, attirati durante il lock down da un programma televisivo su Food network.

    Ma cosa sono le Cesarine ?

    Cesarine è la più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia, che aprono le porte della propria casa a viaggiatori provenienti da tutto il mondo, offrendo loro esperienze immerse in location suggestive. Dal 2019, Cesarine è comunità diffusa Slow Food per la salvaguardia della cucina tradizionale italiana. ( descrizione presa dal sito cesarine.com )

    Turisti da tutto il mondo prenotano via Internet la loro esperienza nella nostra casa.

    Quando arriva la prenotazione, noi riceviamo una mail e un messaggio con le istruzioni, giorno , orario, tipo di esperienza, durata , numero di persone, luogo di provenienza, eventuali richieste particolari, allergie , cibi non graditi e ultimo ma non ultimo, il compenso.

    Questo week end abbiamo avuto ben 4 prenotazioni, e’ stato impegnativo ma decisamente molto bello.

    Primo appuntamento venerdi alle 17.00 , corso di pasta e tiramisù, durata 3 ore, americani. Ore 16.30 tutto pronto, casa in ordine, grembiuli, matterelli uova e farina: tutto posizionato. Ore 17.00 accendiamo la musica, una bottiglia di prosecco in fresca e due stuzzichini. Passano i minuti , cominciamo a guardare fuori dalla porta, magari non ci trovano, altri 10 minuti, nessuno in vista, accendiamo una sigaretta , e mandiamo un messaggio whatsapp agli ospiti per capire se hanno bisogno di aiuto per arrivare, nessun risposta.

    Ormai e’ passata quasi un’ ora, nessuno in vista, il prosecco torna in frigo, e comunichiamo l’accaduto alla direzione, che ci conferma che verremo pagati lo stesso, e per fortuna.

    Sabato sera alle 19.00 una coppia di svizzeri per Cooking demo e cena.

    Tutto pronto, lui e lei sulla sessantina, puntualissimi, e se no che svizzeri erano. L’esperienza l’ha prenotata lei per il compleanno di lui, lui ama cucinare, lei no. Sono un po’ timidi , ma quando inizia la dimostrazione, intuiamo che lui vorrebbe proprio mettere le mani in pasta, e allora grembiule ufficiale e prepariamo insieme le tagliatelle, ma già che ci siamo , gli insegniamo anche come preparare l’impasto della pizza che ci servirà per l’esperienza pizza del giorno dopo.

    La mattina dopo infatti arrivano mamma e figlio messicani, lui abita in Australia e lei in Messico, e stanno trascorrendo due settimane insieme girovagando per l’Italia. La mamma e’ un portento con gli impasti , chissà quante tortillas ha preparato già nella vita. La pizza e’ un successo, il tiramisù un trionfo, e loro sono proprio uno spettacolo.

    Non riusciamo a trovare un taxi che li riporti in Hotel , poco importa , saliamo tutti sul bus e cogliamo l’occasione per raccontare lungo la strada un po’ la storia della nostra zona. Risultato: una bella recensione a 5 stelle e la felicità di aver conosciuto una bellissima famiglia tanto vicina nonostante la distanza.

    La giornata non e’ ancora finita, alle 17.00 altri 2 americani. Verranno questa volta? Mancano ancora 15 minuti, quasi tutto pronto , solo qualche dettaglio e suona il campanello. Eccoli, una bellissima coppia di ragazzi buoni e super sorridenti, in procinto di andare a vivere insieme, non abbiamo capito bene se a Los Angeles, a Boston o a New York , ma poco importa, noi speriamo semplicemente che riescano a portare a casa quello che abbiamo imparato insieme sulla pasta e che riescano a riprodurlo.

    In ordine abbiamo fatto: tagliatelle, tortellini , garganelli e per non farci mancare niente anche le farfalle.

    Due ore con le mani in pasta a giocare con la farina per poi degustare il tutto con un buon bicchiere di vino.

    Grazie, thank you, gracias, Danke.

    Bello viaggiare anche quando siamo a casa.